Vajo del Paradiso

Un'oasi di aspra e arcaica bellezza naturale

Si tratta di uno speciale micro-ambiente, i cui elementi sono determinati in gran parte dalle caratteristiche dei diversi tipi di rocce che affiorano sui due versanti: dai calcari di base si estraeva la lignite, un carbone povero, mentre nella parte alta il naturale deflusso delle acque permetteva di far funzionare alcuni mulini. L’acqua che metteva in movimento le loro ruote nasceva dal Monte Santa Viola e dalla sorgente della costa immediatamente a nord del paese di Azzago.

Gli strati rocciosi del “Rosso ammonitico” della valle non solo restituiscono i tipici fossili marini, ma hanno anche determinato, col loro differente grado di erosione, la formazione di alte cenge, alla cui base corrono sentieri rocciosi e in cui si aprono grotte e ripari, ambienti spesso così asciutti e ben esposti da essere risultati utili per attività pastorali storiche. Su queste pareti sono conservate anche rare pitture rupestri, di difficile attribuzione, dal Neolitico ai tempi proto-storici, se non addirittura a manifestazioni religiose paleocristiane (forse sono espressioni artistiche di eremiti nei primi secoli dell’era cristiana o in epoca alto-medioevale).  Con la loro forma geometrica molto stilizzata rappresentano allusivamente figure umane singole o in gruppo.

Gli strati inferiori (Calcari grigi) hanno restituito numerosi esemplari di flora fossile, mentre al di sopra delle cenge sono diffuse tracce di frequentazioni durante la Preistoria recente (circa 2000-1500 a.C.); la selce, sia per strumenti litici preistorici che per le pietre focaie storiche, era fornita dagli strati di roccia più alti (Calcare Biancone) affiorati sopra i bordi della valle. Non mancano infine persino fossili del Quaternario, come i frammenti di zanne di elefante rinvenuti nei riempimenti delle fessure naturali della roccia in una vecchia cava (loc.Magnavacca).