Cenni storici

Lo stemma di Grezzana
(Origine, significato, descrizione)

L’attuale stemma del Comune di Grezzana (VR) è stato concesso con decreto del Presidente della Repubblica in data 11 giugno 1997. È ufficialmente rappresentato da uno scudo inquartato dal filetto di rosso. Nel primo quarto, su fondo azzurro, un cane rivoltato, seduto, nero, sostenuto da una fascia (pianura) verde e accompagnato dalla sovrastante mezza luna calante, di argento; nel secondo, sempre su fondo azzurro, una torre d’argento murata di nero, doppiamente finestrata in palo, merlata alla guelfa e fondata sul monte di verde; nel terzo, pure su fondo azzurro, una rosa rossa leggermente inclinata verso il fianco dello scudo e gambuta di verde con quattro foglioline, tre in un lato e una nell’altro; nel quarto, su fondo azzurro, una pecora d’argento, rivoltata, saliente. Al centro uno scudo ellittico di argento, bordato dal filetto rosso, caricato dalla corona aurea all’antica di cinque punte e da cinque melagrane rosse, aperte all’ingiù e gambute con due foglioline di verde.
L’origine storica dello stemma non è del tutto chiara e precisa anche per alcune lacune nella documentazione d’archivio.
Il più antico riferimento formale risale al 1820, quando l’I. R. Commissione Araldica in Venezia decise di provvedere al censimento e alla sistemazione degli stemmi comunali richiedendo l’invio di quelli usati sotto il Dominio Veneto e successivamente sostituiti sotto il Regno Italico o dopo l’ingresso delle Armate austriache.
La deputazione comunale di Grezzana risponde con una nota datata 30 aprile, nella quale dichiara che durante la cessata Repubblica Veneta non si faceva uso di alcuno stemma, che quello usato sotto il napoleonico Regno Italico o fu consegnato altra volta o non se ne ha traccia e che quello ora usato è un emblema di legno con l’arma imperiale austriaca. Anzi alla semplice dichiarazione fa seguire l’invio al Commissariato distrettuale dello stemma in uso, affinché venga nuovamente delineato a colori e fregi, corone, ecc., precisando però che essa non è in grado di produrre la documentazione di possesso e nemmeno di comunicare quale autorità gliel’abbia accordato ritenendolo per acquisito sin dalla caduta della Repubblica Veneta. Un particolare questo assai importante, perché adombra la possibilità che lo stemma sia stato confezionato in epoca napoleonica e successivamente perfezionato.
Sollecitato a presentare un modello, il Comune si limita a fornire delle indicazioni al Commissariato per la stesura di un disegno dello stemma. Propone che il blasone abbia una valle al centro, delle montuosità collaterali nelle quali sia espresso a destra un colle con Romagnano e ascendendo Azzago, al medio del colle Rosaro, nel profondo della valle Lugo, quindi Alcenago [si presume sul colle di sinistra] e Stallavena. Stranamente il rappresentante comunale non nomina il capoluogo Grezzana.
Sin qui la scarsa documentazione d’archivio. Vediamo ora di offrire qualche interpretazione dei vari “ingredienti” che compongono lo stemma assai complesso.
Popolarmente e quindi secondo la tradizione i quattro elementi principali costituiti dal cane (o lupo), dalla torre, dalla rosa e dalla pecora (o montone) rappresenterebbero rispettivamente Lugo, Alcenago, Romagnano e Azzago, mentre le cinque melagrane sotto la corona rappresenterebbero l’unità delle frazioni aggregate al capoluogo.
Una analisi più approfondita ci porta però a formulare alcune osservazioni e ad avanzare due ipotesi. La prima ipotesi si basa sulla possibile creazione dello stemma in epoca napoleonica, cioè durante il Regno Italico, epoca tra l’altro non esclusa nemmeno dalla deputazione comunale. In questo caso i quattro elementi principali rappresenterebbero Lugo il cane (o lupo?) in quanto località circondata da boschi, Alcenago la torre per la presenza della torre di Falasco o forse e meglio per ricordare l’antico feudo dei Turrisendi, Rosaro la rosa chiaramente espressa nel toponimo e Azzago la pecora (o montone) per l’estensione dei pascoli in quella zona. Le cinque melagrane rappresenterebbero gli altri cinque Comuni soppressi in epoca napoleonica e aggregati a quello di Grezzana: Lumiago, Casale, Corrubio con Orsara, Rocca sopra Lugo e Stallavena. Grezzana, che si chiamerà infatti dopo le citate soppressioni Comune di Grezzana ed uniti, sarebbe simboleggiato dalla corona per la sua posizione preminente, ma rimarrebbe comunque sottorappresentato nello stemma. Romagnano non comparirebbe semplicemente perché Comune autonomo da Grezzana con le sue frazioni di Mizzole, Pigozzo, Moruri, Trezzolano e Cancello.
La seconda ipotesi, quella forse più verosimile, data la creazione dello stemma all’anno 1820. Infatti la composizione dello stesso, disegnato con ogni probabilità dall’ufficio del Commissariato, tiene conto delle sommarie indicazioni suggerite dalla deputazione comunale. I quattro riquadri rispecchierebbero i principali ambienti paesaggistici del territorio comunale del passato: il cane (o forse il lupo) e la pecora per ricordare le zone adibite a bosco e a pascolo, la rosa (si osservi che non è quella canina) e la torre per rappresentare quelle coltivate e abitate. Nel tondo centrale troverebbero posto le cinque comunità più importanti dell’epoca, corrispondenti alle parrocchie allora esistenti: Grezzana, Lugo, Romagnano, Azzago e Alcenago. Esse sarebbero simbolicamente raffigurate da cinque melagrane uguali a significare che nessuna primeggiava sull’altra. La loro unione, peraltro già graficamente delineata dalla circonferenza, sarebbe evidenziata dalla scelta dello stesso frutto, la melagrana, da sempre considerata simbolo degli uomini riuniti in comunità, e sancita dalla preminente collocazione della corona per indicare che le cinque comunità costituiscono un’unica istituzione comunale.

Fonte: Angelo Andreis

 

Aggiornamento 01.09.2017